Etica e Ricerca.

  Poiché l’oggetto di ricerche della psicologia è l’uomo, o animali dotati di sensibilità, nei piani dei disegni sperimentali si impone l’attenzione ai limiti etici. Spesso in ricerca si deve ricorrere all’inganno, come ad esempio nei test di personalità, ma in nessun caso è ammissibile progettare ricerche che espongano i soggetti a rischi di tipo fisico o morale. Molte ricerche usano animali e si impone che la procedura sperimentale non comporti dolore inutile per...
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Procedure di Diagnosi.

La diagnosi è un giudizio di probabilità che si fonda su determinate informazioni. La raccolta delle informazioni può avvenire tramite intervista, libera (colloquio clinico) o strutturata (test, questionario a schema rigido). Quella libera ottiene un colloquio più mirato e spontaneo se ben condotta, ed è importante per l’intervistatore formulare diverse ipotesi alternative e non cercare delle convalide a un preconcetto, ovviamente però c’è il problema della ripetibilità o attendibilità dei dati. L’intervista strutturata invece fornisce un confronto oggettivo, può essere condotta anche da persone con poca esperienza (soprattutto per operazioni di selezione e screening, più che diagnosi individuali), anche se solo un clinico esperto sarà in grado di fare una diagnosi accurata ed attendibile. Un altro strumento è il questionario, che può essere a risposta chiusa o a risposta aperta: ovviamente quello a risposta chiusa è più oggettiva e semplice da analizzare ma riduce le differenze individuali, quello a Risposta aperta è più ricco d’informazioni ma non facilmente riconducibile a cifre e punteggi. In genere si usano quelli a Risposta chiusa. I punteggi ricavati dalla somma delle Risposte positive sono detti punteggi grezzi, che vanno trasformati in punteggi graduati per collocare il soggetto in una categoria...
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Le Qualità Psicometriche di un Test (1 di 2).

Psicometrico significa che un test è una misura di un elemento psichico. La parola test indica l’idea di verifica dimostrativa. Il test si basa su domande mirate ed adeguate allo scopo, non dirette ed esplicite, per ovviare alle probabili difese di molti soggetti di fronte a certe domande, ma domande indirette che non fanno capire al soggetto cosa si indaga ma che noi sappiamo essere in relazione con ciò che stiamo indagando. Quindi il test è costruito su una teoria di relazione causa – effetto fra la presenza di una certa caratteristica e le risposte. La teoria deve essere già verificata empiricamente tramite uno studio pilota (con fasi di preparazione, rifinitura e controllo dell’efficacia predittiva) e non costruita a tavolino. Le voci del test devono essere articolate e numerose (almeno 20-30 items per ogni fattore da misurare) per cogliere le differenze anche sfumate fra i soggetti. Inoltre, anche il campione deve essere numeroso. In pratica un test con molte voci e applicato a molte persone è intrinsecamente più preciso e sensibile, dato che differenze anche piccole non possono essere casuali. Un buon test deve essere standardizzato: le domande devono essere le stesse per tutti, deve essere uniforme il modo di porgerle e unico e prestabilito il metro di giudizio sulle risposte. Se il test è ben tarato, ovvero se i punteggi che produce sono proporzionali all’intensità del fattore che il test intende misurare, i punteggi del test devono avere una distribuzione gaussiana (cioè non essere troppo facili o difficili, perchè si sposterebbe l’andamento della curva). Una volta tarato il test, si devono convertire i punteggi grezzi in punteggi standard che indichino subito la collocazione del soggetto rispetto al campione. I punteggi possono essere tradotti in centili, che esprimono il rango di posizione del soggetto in una distribuzione su 100 posizioni....
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Il Giudizio Clinico.

La diagnosi è una forma di conoscenza che procede per deduzioni, e al di là della clinica viene comunemente usata da chiunque. Tuttavia, nelle diagnosi della vita quotidiana, le predizioni e le valutazioni sono incomplete e approssimative e talvolta scorrette. Ciò perché il nostro pensiero è condizionato da associazioni irrazionali, perché utilizziamo la passata esperienza per analogia. Il ricordo è un’operazione non oggettiva e non meccanica, ma anzi è un processo di ricostruzione attiva e soggettiva. In breve, la nostra mente tende ad operare il confronto con una esperienza o una classe d’esperienze omogenee, che si pone come criterio assoluto, ma irrazionale, della valutazione per analogia. Inoltre ricordiamo un’ulteriore fonte di distorsione legata alle attese, nel senso che abbiamo la tendenza a prevedere ciò che ci fa più piacere. Ergo, i giudizi del quotidiano sono distorti da meccanismi affettivi ed estremamente soggettivi. Invece, le diagnosi cliniche e le valutazioni ottenute da un test psicometrico tentano di approssimarsi il più fedelmente possibile alle caratteristiche di esattezza ed oggettività, tramite tecniche, metodi, procedure con una logica comune. Le conclusioni, o diagnosi, non sono opinabili, ma si basano su osservazioni precise, significative, oggettive e...
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Fonti di Errore nella Ricerca.

L’errore indica la differenza tra il valore della misura di un fenomeno e la sua dimensione “reale”. L’errore può dipendere dallo strumento per la misurazione, che può essere non valido (non misura ciò che dovrebbe) o non è attendibile (non da misure costanti dello stesso fenomeno) o non è sensibile (da la stessa misura di fenomeni che mutano). L’errore ci può far concludere falsamente che la ricerca ha dimostrato o meno l’ipotesi. Altra fonte di distorsione è l’aspettativa dei soggetti o dello sperimentatore (risolvibili con l’esperimento in doppio cieco, in cui sia lo sperimentatore che l’osservato sono all’oscuro di ciò che accade), o anche dalla generalizzazione di dati ottenuti con un campione non...
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