Psicologia


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Le Qualità Psicometriche di un Test (2 di 2).

Posted by on ago 15, 2013 in Psicologia Generale | 0 comments

Qualità psicometriche di un test 2 300x300 Le Qualità Psicometriche di un Test (2 di 2).Precedente…

Il test deve essere attendibile (o affidabile, o stabile), ovvero, la misura che ricaviamo deve essere ripetibile: le voci del test sono studiate per focalizzare la presenza di un solo fattore. Per verificare l’attendibilità si può ripetere il test sugli stessi soggetti, se la differenza tra i punteggi ottenuti è minima è buona (però i punteggi al test possono essere diversi sia per familiarizzazione con lo strumento sia per modifica del fattore psicologico in esame). Migliore invece è il sistema dello split- half, in cui il test si divide in 2 parti uguali che daranno punteggi approssimativamente simili, ovvero aumenteranno o caleranno in parallelo. Il test deve essere valido, ovvero possedere la capacità di misurare solo quel fattore e non altro. Poiché in psicologia abbiamo a che fare con caratteristiche non direttamente evidenti, il test deve basarsi sulla validità di costrutto, cioè la validità della teoria prescelta per costruire il test. La validità teorica per la costruzione di un test deve essere sempre validata empiricamente: tramite la validazione d criterio, in cui applichiamo il test a un gruppo che sappiamo possedere le caratteristiche misurate dal test confrontato con un gruppo di controllo, o tramite la validità concorrente, cioè tramite il confronto possibile usando una batteria di test che misurano lo stesso fattore.

 

 

Etica e Ricerca.

Posted by on ott 29, 2012 in Psicologia Generale | 0 comments

Etica e ricerca 300x220 Etica e Ricerca.

 


Poiché l’oggetto di ricerche della psicologia è l’uomo, o animali dotati di sensibilità, nei piani dei disegni sperimentali si impone l’attenzione ai limiti etici. Spesso in ricerca si deve ricorrere all’inganno, come ad esempio nei test di personalità, ma in nessun caso è ammissibile progettare ricerche che espongano i soggetti a rischi di tipo fisico o morale. Molte ricerche usano animali e si impone che la procedura sperimentale non comporti dolore inutile per l’animale.

Fonti di Errore nella Ricerca.

Posted by on ott 29, 2012 in Psicologia Generale | 0 comments

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L’errore indica la differenza tra il valore della misura di un fenomeno e la sua dimensione “reale”. L’errore può dipendere dallo strumento per la misurazione, che può essere non valido (non misura ciò che dovrebbe) o non è attendibile (non da misure costanti dello stesso fenomeno) o non è sensibile (da la stessa misura di fenomeni che mutano). L’errore ci può far concludere falsamente che la ricerca ha dimostrato o meno l’ipotesi. Altra fonte di distorsione è l’aspettativa dei soggetti o dello sperimentatore (risolvibili con l’esperimento in doppio cieco, in cui sia lo sperimentatore che l’osservato sono all’oscuro di ciò che accade), o anche dalla generalizzazione di dati ottenuti con un campione non rappresentativo.

Il Giudizio Clinico.

Posted by on ott 29, 2012 in Psicologia Generale | 0 comments

Il giudizio clinico 300x300 Il Giudizio Clinico.


La diagnosi è una forma di conoscenza che procede per deduzioni, e al di là della clinica viene comunemente usata da chiunque. Tuttavia, nelle diagnosi della vita quotidiana, le predizioni e le valutazioni sono incomplete e approssimative e talvolta scorrette. Ciò perché il nostro pensiero è condizionato da associazioni irrazionali, perché utilizziamo la passata esperienza per analogia. Il ricordo è un’operazione non oggettiva e non meccanica, ma anzi è un processo di ricostruzione attiva e soggettiva. In breve, la nostra mente tende ad operare il confronto con una esperienza o una classe d’esperienze omogenee, che si pone come criterio assoluto, ma irrazionale, della valutazione per analogia. Inoltre ricordiamo un’ulteriore fonte di distorsione legata alle attese, nel senso che abbiamo la tendenza a prevedere ciò che ci fa più piacere. Ergo, i giudizi del quotidiano sono distorti da meccanismi affettivi ed estremamente soggettivi.
Invece, le diagnosi cliniche e le valutazioni ottenute da un test psicometrico tentano di approssimarsi il più fedelmente possibile alle caratteristiche di esattezza ed oggettività, tramite tecniche, metodi, procedure con una logica comune. Le conclusioni, o diagnosi, non sono opinabili, ma si basano su osservazioni precise, significative, oggettive e ripetibili.

Le Qualità Psicometriche di un Test (1 di 2).

Posted by on ott 29, 2012 in Psicologia Generale | 0 comments

Qualità psicometriche di un test Le Qualità Psicometriche di un Test (1 di 2).


Psicometrico significa che un test è una misura di un elemento psichico. La parola test indica l’idea di verifica dimostrativa. Il test si basa su domande mirate ed adeguate allo scopo, non dirette ed esplicite, per ovviare alle probabili difese di molti soggetti di fronte a certe domande, ma domande indirette che non fanno capire al soggetto cosa si indaga ma che noi sappiamo essere in relazione con ciò che stiamo indagando. Quindi il test è costruito su una teoria di relazione causa – effetto fra la presenza di una certa caratteristica e le risposte. La teoria deve essere già verificata empiricamente tramite uno studio pilota (con fasi di preparazione, rifinitura e controllo dell’efficacia predittiva) e non costruita a tavolino. Le voci del test devono essere articolate e numerose (almeno 20-30 items per ogni fattore da misurare) per cogliere le differenze anche sfumate fra i soggetti. Inoltre, anche il campione deve essere numeroso. In pratica un test con molte voci e applicato a molte persone è intrinsecamente più preciso e sensibile, dato che differenze anche piccole non possono essere casuali. Un buon test deve essere standardizzato: le domande devono essere le stesse per tutti, deve essere uniforme il modo di porgerle e unico e prestabilito il metro di giudizio sulle risposte. Se il test è ben tarato, ovvero se i punteggi che produce sono proporzionali all’intensità del fattore che il test intende misurare, i punteggi del test devono avere una distribuzione gaussiana (cioè non essere troppo facili o difficili, perchè si sposterebbe l’andamento della curva). Una volta tarato il test, si devono convertire i punteggi grezzi in punteggi standard che indichino subito la collocazione del soggetto rispetto al campione. I punteggi possono essere tradotti in centili, che esprimono il rango di posizione del soggetto in una distribuzione su 100 posizioni.

Continua…

Procedure di Diagnosi.

Posted by on ott 29, 2012 in Psicologia Generale | 0 comments

Procedure di diagnosi 300x199 Procedure di Diagnosi.


La diagnosi è un giudizio di probabilità che si fonda su determinate informazioni. La raccolta delle informazioni può avvenire tramite intervista, libera (colloquio clinico) o strutturata (test, questionario a schema rigido). Quella libera ottiene un colloquio più mirato e spontaneo se ben condotta, ed è importante per l’intervistatore formulare diverse ipotesi alternative e non cercare delle convalide a un preconcetto, ovviamente però c’è il problema della ripetibilità o attendibilità dei dati. L’intervista strutturata invece fornisce un confronto oggettivo, può essere condotta anche da persone con poca esperienza (soprattutto per operazioni di selezione e screening, più che diagnosi individuali), anche se solo un clinico esperto sarà in grado di fare una diagnosi accurata ed attendibile. Un altro strumento è il questionario, che può essere a risposta chiusa o a risposta aperta: ovviamente quello a risposta chiusa è più oggettiva e semplice da analizzare ma riduce le differenze individuali, quello a Risposta aperta è più ricco d’informazioni ma non facilmente riconducibile a cifre e punteggi. In genere si usano quelli a Risposta chiusa. I punteggi ricavati dalla somma delle Risposte positive sono detti punteggi grezzi, che vanno trasformati in punteggi graduati per collocare il soggetto in una categoria diagnostica.

Nascita della Psicologia Moderna.

Posted by on ott 26, 2012 in News, Psicologia Generale | 0 comments

Nascita della Psicologia Moderna.

psicologia moderna Nascita della Psicologia Moderna.

La psicologia si è costituita come scienza autonoma con i primi laboratori di Lipsia nel 1879, ad opera di W. Wundt. La parola psicologia ha il significato di “discorso sull’anima” e mira all’interpretazione empiricamente fondata delle funzioni mentali. Una specie di sfida concettuale poiché si propone di indagare con il metodo delle scienze naturali, tramite definizioni e spiegazioni dei problemi, le funzioni mentali ed il comportamento umano dipendenti da un’entità immateriale come l’anima. Le teorie razionalistiche si basano per dimostrare la validità delle proprie asserzioni di nesso causale, sulla coerenza logica interna all’assunto che ne è alla base: cioè si fondano su assiomi dimostrabili logicamente e su delle concatenazioni e combinazioni da queste dipendenti. La psicologia aristotelica partiva da alcuni assunti di tipo analogico (tipo di concezione che tenta di spiegare i meccanismi causali attraverso delle similitudini e parallelismi strutturali).
Il primo antesignano della psicologia fu Descartes, che partiva dal dualismo fra res cogitans e res extensa, definendo tutti i comportamenti osservabili anche negli animali come derivanti dalla macchina corpo, e quelli che ce ne distinguono come derivati dall’anima, proponendosi di studiare in modo scientifico le condotte umane. È evidente che la psicologia rappresenta un ibrido, un incontro fra le scienze naturali e biologiche e la filosofia. I primi scritti psicologici sono di Wundt, con “Trattato di psicologia” del 1873, e gli “Elementi di psicofisica” del 1860 di Fechner, che per la prima volta usò le metodologie oggettive per studiare le funzioni della mente tramite i loro correlati fisiologici. Verso la fine dell’800 James creò il primo laboratorio psicologico ad Harvard, mentre un allievo di Wundt, Hall, creò una scuola di psicologia a Princeton. In Francia invece il “cartesianesimo” portò al fiorire di studi medici e fisiologici per la mappa dettagliata delle localizzazioni funzionali del cervello.

Psicologia Fisiologica e Psicofisica.

Posted by on ott 26, 2012 in Psicologia Generale | 0 comments

psicologia fisiologica Psicologia Fisiologica e Psicofisica.

Mill sostenne che la mente è una “qualità funzionale” del corpo, e quindi ogni aspetto del sentire o della condotta umana sono spiegabili a partire dall’analisi del funzionamento del corpo o del Sistema Nervoso. Muller studiò l’”impulso nervoso specifico”, sostenendo che indipendentemente dalla qualità fisica di uno stimolo, le strutture nervose inviano un solo tipo d’info alle aree corticali che poi interpretano ed integrano gli stimoli per produrre le sensazioni specifiche. Helmholtz fece numerose ricerche su fisiologia sensoriale,in particolare per le funzioni visiva ed uditiva. Fechner introdusse metodi di studio tuttora validi, come lo scaling o la cronometria mentale (tecniche di osservazione e misura oggettiva dei tempi di trasmissione del segnale attraverso i nervi, ecc).