La Gelosia. Newton (6di6)

Precedente… Newton, principio di azione – reazione: Se su un corpo agisce una forza, allora esiste un altro corpo su cui agisce una forza uguale e contraria. Ovvero, ad ogni azione corrisponde sempre una reazione uguale e contraria. Quindi le mutue azioni fra due corpi sono sempre uguali e dirette in senso contrario. Più precisamente: quando un corpo A esercita una forza su un corpo B, anche B esercita una forza su A; le due forze hanno stesso modulo (intensità), stessa direzione, ma versi opposti. Traslando a noi, ad uno sforzo energetico, un investimento, una produzione e quindi un consumo di energia deve corrispondere un cambiamento della realtà in relazione alla percezione dell’agente produttore dello sforzo. Il cambiamento della realtà sia psichica che fisica, avverrà sempre. Il problema è nella sua percezione, nella capacità di percepire. Alla mancata restituzione dell’energia investita secondo la qualità desiderata ci sarà un tentativo di recupero della stessa. A seconda della posizione occupata su di un continuum psicopatologico ci saranno tentativi di recupero diversi: gelosia per l’appunto, invidia, difesa dell’onore, vendetta, l’orgoglio, fino a strategie più sane come la sublimazione su altri “oggetti”. La gelosia si connota nella punizione dell’altro con la sottrazione dell’energia datagli: il problema della persecutorietà della punizione risiede nella persecutorietà intrinseca nella prima energia donata all’altro, già inquinata, e dalla pretesa di un recupero crediti che passa dalla dimensione dello psichico a quella della riappropiazione fisica del credito supposto: il geloso da quello che può, l’altro non riesce a tornargli il desiderato, non è possibile anche se è tutto quello che possiede, ma a questo punto decide di appropriarsi dell’oggetto non potendo avere le sue emozioni idealizzate a suo uso e consumo compensatorio. Quella che era la dote diventa lo strumento di tortura....
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