La Gelosia (1di6).

Seminario anno 2009 – 2010 allo “Spazio Psicoanalitico”. Conduttrice e tema del seminario: Dott.ssa Avvisati, “L’ascolto nel dialogo psicoanalitico” dall’articolo tratto dal seminario del dott. Perrotti “L’ascolto e la metafora”.   La Gelosia.   Nel paragrafo “Frammenti di una metafora” Perrotti introduce il concetto di gelosia unendolo a quello di metafora. Afferma: “Che la metafora abbia una grande importanza per la vita psichica in generale e per l’andamento di un’analisi terapeutica è una constatazione fatta da me nel corso di vari anni.”. Continua inserendo la gelosia: “Vi contribuì in un certo modo ‘l’esperimento sulla gelosia’. Anni fa cominciai a pensare che la mente soffre di dolore acuto, di noia, di ripetitività, quando è costretta a funzionare secondo un solo codice espressivo.”. La gelosia, per l’appunto. Il passaggio dell’articolo che prenderemo in esame pone il problema della tecnica dell’interpretazione della gelosia: la finalità sarebbe quella di individuare una strategia tale che dal tecnicismo si sperimenti una consapevolezza interna del difficile vissuto della gelosia in modo di permettere una maggiore ampiezza alla sua pensabilità e dicibilità. In quella che dovrebbe trasformarsi in una ricerca di senso dentro di sé e successivamente in una interpretazione influenzata dall’emozioni del paziente, rielaborate, metaforizzate. Interpretate per l’appunto nel lavoro ultimo, quello di restituire una “testimonianza vivente”. Quindi un codice comunicativo “tecnico” sarebbe men che mai utile nella comunicazione con paziente “geloso”. Penso che questo derivi dalla natura primitiva della volontà di possesso geloso, che se vissuta, è molto lontana da una possibilità di razionalizzazione. Potrebbe tuttavia essere anche intesa, ma porterebbe il discorso ad un tale livello di razionalizzazione difensiva da mandare in stallo il rapporto terapeutico dato in quel momento. Nel prosieguo dello scritto Perrotti a titolo esemplificativo cita tre momenti della gelosia che lui individua in “quello del dubbio”, “quello dell’amore” e “quello del cupo dolore” che mi è parso anche utile contestualizzare temporalmente in un semplice “prima, durante, dopo” e rinominare meno semplicemente come i momenti del 1) “Desiderio”, 2) “Inglobamento”, 3) “Punizione”. Continua…...
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