Litigare davanti ad un bambino piccolo può rivelarsi dannoso? (2di2)

Precedente… Il problema del litigio di una coppia di fronte al proprio bambino sostanzialmente non esiste così come lo vogliamo strutturare: il bambino ha gli strumenti per comprendere se preoccuparsi o no, inoltre è una cosa alla quale il bambino prima o poi deve far fronte e le campane di vetro non sono mai risultate pedagocicamente valide. Esiste invece il problema del litigio nel momento in cui è sintomo di lacerazione profonda o ancora peggio serve ad arrivare ad un secondo fine che è quello di portare il bambino dalla propria parte.  Allora diventa pericoloso per il bambino che proverà come detto sopra una scissione interna in fazioni pro – madre o padre e cadrà in angoscie abbandoniche fantasticando possibili separazioni. Oltre ciò, ma si va nel campo dell’ipotetico, il bambino potrebbe anche percepire questi litigi come una colpa, di esserne il responsabile in una strategia che gli da la responsabilità ma a livello della fantasia anche la possibilità di aggiustare la coppia. Scoprire che la seconda parte del pensiero magico non funziona è un altra fonte di angoscia. Ricapitolando il litigio in se non è dannoso per il bambino: dipende dalla qualità del litigio e dalle strategie del bambino per...
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Litigare davanti ad un bambino piccolo può rivelarsi dannoso? (1di2)

  Il litigio di una coppia può essere di diversi tipi. In una normale convivenza ci saranno naturalmente dei motivi di attrito che con il tempo potrebbero sfociare in qualche screzio più acceso ma non bisogna enfatizzare quello che probabilmente è fisiologico in un rapporto. Detto ciò bisogna sicuramente riflettere attentamente su di un litigio più acceso: quali sono le cause? Perchè si è arrivati a questo punto? Perchè non si è cercata una mediazione? Perchè si è ritenuto importante non recedere proprio su quel punto. Il problema insito in queste domande è quello della significazione del litigio, ovvero cosa vuole dirsi la coppia affrontandosi su quel punto con quelle armi. Questa considerazione è alla base della possibilità di comprensione della possibile potogenicità del litigio sul bambino. Il bambino ha fin dai primi mesi la capacità di intendere quello che gli accade intorno andando a percepire ed interpretare i toni delle voci che lo circondano. Questa capacità è a priori rispetto alla comunicazione e va a collocarsi in uno spazio sottostante il testo del discorso. Ovvero capisce il metamessaggio, il non detto. Tramite il tono ed successivamente le posture fino ad arrivare alla possibilità di capire simbolicamente la disputa. La dannosità di un litigio davanti ad un bambino risiede tutta nella carica sottostante di emozioni non dette che però vengono captate dal bambino. La disputa in se non è pericolosa quanto la percezione che arriva al bambino di essere potenzialmente disgregante della coppia genitoriale. Spesso abbiamo anche la volontà in alcune coppie, più o meno percepita, che il bambino ascolti in modo da portarlo dalla propria parte. Imporgli una scelta in dispute che non lo riguardano, essendo beghe di adulti su questioni pregresse e mai affrontate nel giusto modo. Questo fa si che il bambino operi una scissione intena nella quale seguirà entrambi i genitori essenso difficile sceglierne uno, operazione questa si patogena in quanto creatrice di due forze contrastanti ed inconciliabili nella loro incomprensibilità. Continua…...
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