La Gelosia. Inglobamento (3di6).

Precedente…   2) “Inglobamento”:  L’angelo viene messo in gabbia, gli vengono tagliate le ali, ma fuori da sé. Viene spolpato, ingoiato, digerito. E quindi espulso. La sua funzione era quella di irradiare un immagine di sé, in un narcisismo che non riesce a specchiarsi nella propria deformità, perfetta. Come dicevo il vuoto rimane tale, cambia la sua forma, per un lasso di tempo determinato, si abbellisce, condivide, pensa, ma in realtà è una manovra parassitaria. Qui avviene la caduta della prima maschera del geloso: quella che si nutre della fantasmatica immagine compensatrice creata nell’altro, sull’altro. Che soccomberà certamente vista l’impossibilità del confronto. Alla quale vorrà anche soccombere visto il particolare legame. Quindi inaridirà. Il geloso avrà un vuoto interiore e una mancanza di pensiero “belli” da mostrare finché potrà cibarsi dell’altro. Questo tipo di rapporto, patologico ed estremizzato per convenienza divulgativa, si reggerà su un periodico rifornimento di rassicurazioni narcisistiche all’altro. Altro fortemente bisognoso di un ritorno di immagine narcisistica molto forte: la fortissima gelosia viene razionalmente spiegata come il metro di un fortissimo amore. E solo in un legame tanto forte, tanto da mostrare la corda della patologia, si sente riconosciuto, e ancora, nutre il suo bisogno di essere speciale, copertura di una miserabile necessità di essere visti e tenuti a sé. Ma anche i legami gelosi per quanto collusivi prima o poi possono dissolversi. Come dicevo prima, al cadere della prima maschera. Saremmo arrivati quindi al momento della…...
read more