Le Qualità Psicometriche di un Test (1 di 2).

Psicometrico significa che un test è una misura di un elemento psichico. La parola test indica l’idea di verifica dimostrativa. Il test si basa su domande mirate ed adeguate allo scopo, non dirette ed esplicite, per ovviare alle probabili difese di molti soggetti di fronte a certe domande, ma domande indirette che non fanno capire al soggetto cosa si indaga ma che noi sappiamo essere in relazione con ciò che stiamo indagando. Quindi il test è costruito su una teoria di relazione causa – effetto fra la presenza di una certa caratteristica e le risposte. La teoria deve essere già verificata empiricamente tramite uno studio pilota (con fasi di preparazione, rifinitura e controllo dell’efficacia predittiva) e non costruita a tavolino. Le voci del test devono essere articolate e numerose (almeno 20-30 items per ogni fattore da misurare) per cogliere le differenze anche sfumate fra i soggetti. Inoltre, anche il campione deve essere numeroso. In pratica un test con molte voci e applicato a molte persone è intrinsecamente più preciso e sensibile, dato che differenze anche piccole non possono essere casuali. Un buon test deve essere standardizzato: le domande devono essere le stesse per tutti, deve essere uniforme il modo di porgerle e unico e prestabilito il metro di giudizio sulle risposte. Se il test è ben tarato, ovvero se i punteggi che produce sono proporzionali all’intensità del fattore che il test intende misurare, i punteggi del test devono avere una distribuzione gaussiana (cioè non essere troppo facili o difficili, perchè si sposterebbe l’andamento della curva). Una volta tarato il test, si devono convertire i punteggi grezzi in punteggi standard che indichino subito la collocazione del soggetto rispetto al campione. I punteggi possono essere tradotti in centili, che esprimono il rango di posizione del soggetto in una distribuzione su 100 posizioni....
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